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TANGOVÍA E L'ARCHIVO DIGITAL DEL TANGO

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Durante il corso della sua storia e nonostante la sua ricchezza, i protagonisti del Tango che vanno dagli artisti agli storici fino alla stampa , non si sono mostrati particolarmente sensibili alla questione della conservazione dell’ingente patrimonio che questa cultura ha prodotto sotto l’aspetto musicale,  sia a livello di composizioni che di partiture originali e di arrangiamenti. Pertanto, tutto il patrimonio che si è salvato attraversando il ventesimo secolo indenne, circola nelle vene di Buenos Aires in maniera disorganizzata e soprattutto invisibile dai ricercatori e dai musicisti che lo volessero utilizzare. Questa semplice riflessione è stata la leva che ha spinto  l’Associazione Tangovia di Buenos Aires ad intraprendere l’immensa fatica di creare un Archivo Digital del Tango, riunendo tutto quanto potesse essere trovato in un unico, preziosissimo strumento di consultazione. Da anni, una squadra di collezionisti, ricercatori e restauratori collabora per il recupero della storia del tango letta attraverso i dischi e il materiale complementare. Tutto questo prezioso repertorio è sottoposto ad una digitalizzazione di alta qualità che renderà confortevole l’ascolto, ed ad una scannerizzazione ad alta definizione di fotografie, partiture, arrangiamenti, archivi di filmici. Il tutto catalogato con diversi criteri di accesso che permettono una consultazione per parole chiave, ma soprattutto una consultazione diffusa a tutti coloro che necessitano di visionare o ascoltare opere precedentemente riservate a pochissimi specialisti. Per dar conto della vastità del progetto basti dire che in Argentina esistono almeno centomila registrazioni fonografiche di tango dal 1902 alla fine dell’era analogica stimata nel 1995: di questo materiale quello reso disponibile in cd dalle varie case discografiche che lo hanno riversato per commercializzarlo, è meno del 20%. A questo si aggiungono migliaia di ore di programmi radiofonici e televisivi che non esistono più in alcun formato e quindi sono persi per sempre. Ma, ulteriormente a queste informazioni preliminari, questa nota informativa vuole soprattutto porre l’accento sull’aspetto che è senza dubbio il più interessante per i musicisti: quello degli arrangiamenti che nel tango fanno capolino all’inizio degli anni ’20, costituendo un modello formale di linguaggio su cui si è sviluppata la creatività del tango di quell’epoca e successivamente quello a venire. Nel tango la figura dell’arrangiatore riveste una funzione capitale che si integra a quella del compositore e che in molte circostanze, attraverso la sua perizia e la sua inventiva, riesce a trasformare un brano originariamente modesto in un gioiello stupefacente. Di questa arte il tango si  è avvalso con straordinari risultati a partire da quelli raggiunti con Julio e Francisco De Caro, per continuare con Hector Maria Artola, Argentino Galván, Julián Plaza, Horacio Salgán, Astor Piazzolla, Ismael Spitalnick, Armando Pontier, Emilio Balcarce, Eduardo Rovira, per citarne alcuni. Fortunatamente, aldilà del disinteresse dimostrato anche dalle istituzioni pubbliche in merito alla protezione e conservazione di questo materiale, ci sono stati diversi collezionisti che autonomamente e per il piacere di incrementare le loro raccolte, hanno accumulato un numero rilevante di arrangiamenti appartenenti a diverse epoche e stili del tango.  A questo materiale messo a disposizione per il progetto di digitalizzazione, Tangovia è riuscita ad aggiungere con  un grande sforzo che si può definire da archeologi, partiture rimaste in casse, valigie, armadi o soffitte di vecchi musicisti, dei loro familiari, dei loro amici, ma anche spartiti recuperati in qualsiasi mercato delle pulci o  bottega di rigattiere. Così, dopo 10 anni di intense ricerche, l’Archivo Digital del Tango ha riunito più di 700 arrangiamenti originali per orchestra tipica, più di 600 per bandoneon solo che coprono una ampia gamma estetica dei diversi linguaggi con cui questo strumento si è espresso, più numerose trascrizioni per piano solo, chitarra solista, quartetto, quintetto, ottetto. In tutto questo più di 200 sono vecchie pubblicazioni editoriali per orchestra tipica, firmati tra gli altri da Hector Stamponi, Argentino Galván, Astor Piazzolla, Tití Rossi; molti i manoscritti originali di orchestra quali quelle di Alfredo Gobbi, Osvaldo Pugliese, Anibal Troilo, Horacio Salgán, Juan D’Arienzo; un centinaio di arrangiamenti originali realizzati da musicisti contemporanei quali Néstor Marconi, Raúl Garello, Julio Pane, Victor Lavallén, Ramiro Gallo, Andrés Linetzky; tutti gli archivi di Armando Pontier, Julián Plaza, Ismael Spitalnick, Emilio Balcarce, messi a disposizione dalle rispettive famiglie. Un work in progress monumentale insomma, coordianto dal contrabbassita Ignacio Varchausky  nella funzione di Direttore Artistico di Tangovia, associazione creata nel 2002 che si occupa anche di organizzare festivals e stagioni artistiche; di pubblicare  libri e materiale educativo, documentari e cd; di sostenere e organizzare la Orquesta Escuela de tango Emilio Balcarce. Per completare le informazioni sulle attività di  questa meritevole associazione, è possibile visitare il sito www.tangovia.org.