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LA POESIA DI FERRER, LA MUSICA DI PIAZZOLLA, L’ORCHESTRA DI ALFREDO MARCUCCI IN DVD
Franco Finocchiaro
Dal libretto che accompagna il DVD

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e documentato in questo prezioso DVD. Qui la sua voce cangiante, ora aristocratica e sinuosa, ora oracolare e melanconica, ora tagliente e sulfurea, incontra la musica di Astor Piazzolla, anch’egli spirito danzante che già dal 1955 sembrava attendere un’opera poetica in sintonia con le sue idee musicali e quindi adatta a rifondare il tango canción per cui il Maestro di Mar del Plata nutriva una vera e propria passione ereditata dall’influenza artistica che ha esercitato su di lui Aníbal Troilo. Come Piazzolla, anche Ferrer ha sempre dichiarato la sua fede incondizionata verso la poetica troiliana, cosicché questa resterà per i due partner il punto di riferimento da cui partire per rivoluzionare il tango cantato, vivificandolo con una immaginazione funambolica e spingendolo oltre fino al concetto di libretto per il teatro musicale sperimentato nella María de Buenos Aires. Proprio con questa operita nasce nel 1967 la mitica dupla Piazzolla-Ferrer, collezionando, da lì alla scomparsa del compositore, un carnet di settanta composizioni. In queste pagine i due artisti hanno saputo dare al loro stile la cifra esatta dell’equilibrio, esibendolo come una maniera che rende narrative le melodie e musicali le parole secondo il principio dei vasi comunicanti.

 

 

 

 

Sotto i filtri di questa maniera, la loro arte è arrivata a confessarsi e decantarsi: a risolversi nell’opera nuova che sapeva riflettere lo spirito metropolitano di Buenos Aires. La veemenza delle innovazioni ha in alcune circostanze modificato il ruolo del poeta, che non è rimasto una eminenza grigia dietro le rime, ma ha dato loro vita in prima persona con una recitazione che porta tuttora Horacio Ferrer sui palcoscenici di tutto il mondo. Questa formidabile presenza scenica capace di avvolgere gli spettatori in un aura magica è stata il cuore di El Poeta y la Música. I suoi interventi entusiasmanti hanno attinto dal suo canzoniere, facendo emergere elementi pittorici e gnoseologici, sensuali e conoscitivi, estetici ed enigmatici, mistici e sonori, guizzanti e opachi che hanno alzato una sorta di vorticoso pulviscolo d’oro da versi sostanzialmente fatti di cose, azioni, sensazioni, nomi, ritratti, luoghi, pensieri, odori, sostanze carnali, intrecciati in un unico “accadimento di suono” (come direbbe Yves Bonnefoy). Questo impasto inusitato, che a volte sfocia in una complessità letteraria piuttosto refrattaria alla presa interpretativa, ha portato in sé grappoli iridescenti di immagini metaforiche che si inseguivano sia depositandosi, in una sorta di sostanza tattile nello spazio della visione, che evaporando, diffusi in aromi imprendibili di pura musicalità. Una musicalità mentale e verbale che è all’origine della poesia di Ferrer e che come un dono angelico ha il potere di innescare le emozioni, sostenendo la loro vertigine anche nei passaggi più ermetici e onirici. Il poeta ha trovato a Torino l’Orquesta Típica Alfredo Marcucci, che è stata la sensibile interlocutrice con cui tessere il contrappunto e la sinergia con la musicalità dei versi. La formazione diretta dall’estate del 2004 da Alfredo Marcucci, è stata chiamata per l’occasione a frammentare il suo poderoso organico, riducendosi da ottetto in gruppi più ristretti, fino a ridursi a un solo strumento solista in colloquio con il poeta. Questa strategia, inusuale nel tango, ha aperto un variopinto catalogo di sensazioni timbriche, caratterizzando con colori e dinamiche diversi l’evidenza plastica delle pagine piazzolliane, svelando il segreto della loro vocazione pittorica e il senso di vertigine liberatoria esercitata nella loro scrittura dall’autore. Prima in Italia a inseguire tenacemente il progetto di diventare una vera e propria orchestra di tango, il suo contributo a questo spettacolo è la prova che il sogno si è realizzato pienamente. Grande merito di questo successo è senz’altro da attribuire alla guida di un leader competente, esperto, generoso ed entusiasta, quale si è dimostrato Alfredo Marcucci di cui il 12 giugno del 2010, si è appresa con grande commozione e sconforto la scomparsa: questa opera multimediale è il doveroso omaggio dedicato alla sua memoria di uomo squisito e alla sua arte di tanguero de pura cepa.  Il sorprendente lavoro di questo straordinario bandoneonista e arrangiatore che ha avuto l’onore di essere protagonista nella decade aurea del tango, ha peraltro trovato a Torino la collaborazione di strumentisti d’eccellenza che dando prova di talento e flessibilità stilistica, hanno raccolto con umiltà e passione i segreti e le sfumature essenziali ad accedere nel cuore del linguaggio del tango. Informazioni preziose che possono essere ereditate solo attraverso la prassi d’orchestra e che indicano i limiti della scrittura musicale, nello specifico della questione interpretativa concernente la musica non accademica.

La disinvoltura, l’ispirazione e la passionalità con cui la Orquesta Típica Alfredo Marcucci ha affrontato la musica di Piazzolla presentata nel programma, ha scansato le insidiose trappole di una interpretazione a tinte pastello in cui cadono immancabilmente anche i più illustri musicisti di estrazione classica. Con questa energia da cui traspare anche la conoscenza degli stili pre-piazzolliani, i virtuosi pupilli di Alfredo Marcucci hanno restituito alle composizioni di Piazzolla quegli occhi, quel naso e quella bocca tanguera di cui parla Ernesto Sábato quando cerca di spiegare le radici della ispirazione di Astor.

Ma non è tutto qui: il programma di El Poeta y la Música, tutto piazzolliano, ha voluto anche sfatare quel resistente concetto secondo cui Piazzolla era critico rispetto al tango ballato e pertanto ha pensato un tango che si potesse solamente ascoltare. Al contrario, in una intervista Astor dichiara che “ballare il tango è un atto di amore”, così, per dare forma a questo aforisma, il quadro dei protagonisti dello spettacolo ha incluso altri due spiriti danzanti quali Silvina Agüera e Sebastián Romero. Il loro contributo, contenuto in alcuni interventi, ha raccolto con successo la sfida simbolica lanciata dalla complessità con cui si articola la musica di Piazzolla. Di fronte a essa è imperativo aprire un varco nei codici del tango e realizzare “l’atto d’amore” prestando l’abbraccio dei corpi e il gesto intenso delle sue figure al mondo senza peso di una danza aperta a suggestioni molteplici. Prima di concludere, è necessario osservare come questa opera, pubblicata con il titolo Horacio Ferrer poeta del tango, abbia anche un fondamentale risvolto storico e culturale, attraverso ulteriori, inediti documenti che riportano all’atmosfera di quei giorni di primavera torinese: la conferenza Tango. Arte y misterio tenuta da Horacio Ferrer al Circolo dei Lettori e due interessanti quanto generose interviste rilasciate dallo stesso Ferrer e da Alfredo Marcucci. Ritornando infine allo spettacolo El Poeta y la Música, è indubitabile che non mancherà di trasmettere al pubblico domestico l’armonia sinergica con cui tutti gli elementi emozionali dello spettacolo si sono congiunti in una serata che ha offerto agli spettatori l’ebbrezza di un viaggio impossibile, quella vellutata ora dello spirito danzante proustiano che «non è soltanto un’ora: è un vaso colmo di profumi, di suoni, di colori, di atmosfere».