logo_small  





Mix
 
L'ETERNAUTA RITORNA
E' uscita una completa edizione italiana del celebre fumetto di German Oesterheld e Solano Lopez

Il fumetto argentino (le “historietas”) ha una nascita e uno sviluppo praticamente uguali a quelli dei “comics” nordamericani. I suoi personaggi nascono su riviste satiriche e non sui quotidiani, ma la loro maggior fioritura li vedrà apparire su giornali prettamente dedicati ai fumetti durante il secondo dopoguerra e per un buon ventennio. Verso la metà degli anni ’50 uno sceneggiatore,patek philippe replica watches Hector German Oesterheld, decide di diventare l’editore della propria produzione e insieme al fratello Jorge dà vita all’Editorial Frontera. Oesterheld, laureato in geologia, nasce come scrittore per l’infanzia per diventare poco dopo gujonista di fumetti, attività che svolgerà ai massimi livelli fino al  giorno della tragica scomparsa. Quasi tutte le sue opere più significative vennero concepite ai tempi dell’Editorial Frontera, che  stampava le sue  riviste di  punta (Frontera e Hora Cero) in un formato particolare: una grossa striscia dalle dimensioni e dalle proporzioni molto simili a quelle di una normale rivista, da cui si differenziava però per l’allestimento in orizzontale e non in verticale. Su queste pagine (e su quelle delle successive Hora Cero Extra, Frontera Extra e Hora Cero Semanal) sono nati personaggi-cardine del fumetto argentino e mondiale e alla fondamentale spinta di Oesterheld, che firmava quasi tutti i testi, si unirono i prestigiosi nomi di importanti disegnatori che su quelle pagine ebbero modo di sviluppare e raffinare il proprio stile: un nome su tutti, Hugo Pratt. Tra le diverse e fortunate serie,  El Eternauta vedrà la luce nel 1957 su Hora Cero Semanal, creato graficamente da Solano Lopez, nato nel 1928 e tuttora in piena attività, con la collaborazione del giovanissimo Josè Muñoz, futuro coautore di Alack Sinner. Nel 1957, a pochi anni dalla fine dell’era peronista, El Eternauta era un meraviglioso racconto di fantascienza, innovativo, carico di umanità ma soprattutto vero e proprio manifesto politico che invitava ad alzare le barricate con il suo grido disperato al sordo Sudamerica di quegli anni : uno dei meriti che in seguito sarebbero stati maggiormente attribuiti all’opera è proprio la creazione dell’”eroe collettivo”, del gruppo di uomini che trova nell’aiuto reciproco una propria eroicità e i cui componenti non esitano a sacrificarsi per gli altri, lanciandoci il messaggio che non basta sopravvivere ma resistere e combattere. Vent’anni dopo, quando la casa editrice Record lo ristampò (e il successo fu tale che ne fu fatta subito dopo un’altra ristampa) El Eternauta divenne l’imbarazzante metafora dell’oppressione che seguì all’insediamento di Jorge Videla nel 1976, instaurando un potere che sa anche uccidere invisibilmente. Ora i lettori erano veramente i protagonisti di quella agghiacciante vicenda fatta di assassini decerebrati e di un potere oscuro, onnipotente e onnipresente, che negli ultimi mesi del ’76 aveva superato ogni limite di brutalità. Oesterheld, che nel dramma del suo popolo aveva già perso le sue figlie, fu sequestrato il 21 aprile 1977 a causa della sua militanza nei montoneros, oppositori di sinistra del regime. Senz’altro anche la sua attività intellettuale nel campo dei fumetti ebbe un ruolo importante nel bollarlo come nemico della dittatura e con tutta probabilità fu proprio l’agghiacciante sovrapposizione del terrore fantastico dell’Eternauta e di quello reale dei suoi lettori la molla che fece scattare l’implacabile ottusità omicida dei militari. (secondo una leggenda nata dall’enfatica introduzione di Alberto Ongaro all’edizione italiana dell’Eternauta , Oesterheld sarebbe stato ucciso per aver realizzato con Alberto ed Enrique Breccia una biografia a fumetti di Che Guevara, ma quell’opera in Argentina non fu mai pubblicata e per precauzione non fu nemmeno fatta figurare nelle bibliografie dei suoi autori). A ridosso della ristampa del primo Eternauta, la Record commissionò agli autori un seguito. Oggi che entrambe le parti, e non solo la prima, sono intrise di quell’aura  mitica che spesso tradisce l’obiettività di chi le giudica, possiamo serenamente affermare che il secondo Eternauta non solo mantiene inalterati lo spirito, il coinvolgimento e soprattutto la qualità del primo ma addirittura li supera. Così, a distanza di anni, sembra quasi che L’Eternauta  del 1957 sia privo di qualcosa senza quello del 1977 e la lettura ideale è quella organica di entrambe le parti. In seguito, sono stati pubblicati un “terzo” e un “quarto” Eternauta , quando ormai la storia sembrava perfettamente conclusa. La terza parte è stata realizzata un paio d’anni dopo la seconda e pare coinvolgesse originariamente anche gli autori originali: Oesterheld aveva previsto un seguito alle avventure del suo personaggio, mentre Solano Lopez curò in parte l’aspetto grafico delle prime tavole limitandosi però ai volti dei personaggi e disconoscendo il risultato finale. Scritta da Alberto Ongaro e disegnata da uno staff capeggiato da Oswal e Mario Morhain, la storia si perdeva nei meandri degli universi paralleli e prendeva alcuni elementi della saga originaria per poi svilupparli con estrema libertà. Il quarto Eternauta, anch’esso deludente, è quasi interamente opera di Francisco Solano Lopez, che è stato assistito da Pol per i testi e i colori. In conclusione resta il fatto che L’Eternauta ha rappresentato la prima testimonianza del fatto che si poteva fare fumetto in maniera adulta rivolgendosi ad un vasto pubblico. Questo lo ha fatto diventare una vera e propria icona (basta vedere il film Sur di Solanas per averne un esempio tangibile) che è stata tra le ultimissime, gloriose riviste di fumetto d’Autore a cadere per venire in seguito ripresentata in libreria sotto forma di albi monografici intitolati L’Eternauta 1 e 2 e Il Ritorno dell’Eternauta 1 e 2, questi ultimi impreziositi dall’editore Comic Art con due splendide copertine disegnate e colorate da Roberto Regalado: le seguenti ristampe per Eura, hanno purtroppo avuto un pessimo impatto sulla qualità del tratto magistrale di Solano Lopez. Questo essenziale difetto è scomparso con l’ultima versione presentata nel maggio 2011 dalla torinese 001 Edizioni che, abbandonando la versione rimontata per l’Italia da Ruggero Giovannini, ritorna all’originale formato orizzontale con una ripresa identica a quella di gran parte degli originali permettendo di far riscoprire ai lettori una serie di particolari perduti. L’intera storia si può leggere e guardare in un unico volume cartonato di 400 pagine, completato da documenti, fotografie, numerose schede tecniche e l’introduzione di Goffredo Fofi, a cui si aggiungono autorevoli interventi critici di Alessandro di Nocera, Sergio Brancato, Gino Frezza, Matteo Stefanelli.

 

">